diego-armando-maradona

7 accusati per la morte di Maradona

I componenti dell’equipe medica che aveva in cura il campione, sono accusati di “omicidio preterintenzionale, con eventuale intento di uccidere” per la morte di Diego Armando Maradona.

I pubblici ministeri di San Isidro (Argentina) hanno chiesto al giudice di non consentire ai sette professionisti accusati della morte di Maradona di lasciare il paese.

Se condannati, i sette rischiano da 8 a 25 anni di carcere.

Maradona, nato nei bassifondi di Buenos Aires, e arrivato guidare la nazionale di calcio argentina alla vittoria nella Coppa del Mondo del 1986, è morto a novembre, all’età di 60 anni. Secondo quanto riferito, ha subito un attacco di cuore a casa sua a seguito di un intervento chirurgico al cervello.

Cinque giorni dopo la sua morte, la polizia ha perquisito casa e ufficio del medico personale di Maradona, Leopoldo Luque.

La psichiatra Agustina Cosachov e lo psicologo Carlos Díaz, che ha curato l’ex stella del Napoli dopo il suo intervento al cervello, sono tra le sette persone accusate. Fra gli accusati, anche due infermiere, un’infermiera coordinatrice, un medico e uno psicologo.

I pubblici ministeri hanno iniziato a esaminare le circostanze della morte di Maradona dopo che la famiglia aveva chiesto ulteriori indagini. A marzo è stata nominata una commissione medica per stabilire se c’erano prove che dimostrassero che il team medico di Maradona fosse colpevole della sua morte.

Secondo il Buenos Aires Times, nel rapporto consegnato ai pubblici ministeri all’inizio di questo mese, si dice che Maradona ha ricevuto cure mediche inadeguate, ed è stato lasciato in uno stato di peggioramento per un “periodo prolungato, e agonizzante“.

Il team medico di Maradona avrebbe saputo che faceva uso di alcol, farmaci psichiatrici e marijuana, negli ultimi mesi della sua vita, secondo i messaggi e le registrazioni audio di WhatsApp esaminati dagli investigatori.

Quel rapporto ha anche rivelato che il team medico che si è occupato di Maradona prima della sua morte ha agito in modo “inappropriato, carente e sconsiderato” e lo ha lasciato “a se stesso”.

L’autopsia di Maradona ha determinato che morì nel sonno, di edema polmonare acuto, una condizione che coinvolge l’accumulo di liquido nei polmoni, a causa di insufficienza cardiaca congestizia.

I sette inizieranno a testimoniare dal 31 maggio al 14 giugno

CONDIVIDI QUESTO POST

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email
Condividi su whatsapp
Condividi su pocket
Condividi su reddit
Condividi su telegram
Torna su