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Sottozero i rapporti della EU con la Cina

Il parlamento EU dovrebbe votare una mozione che congela gli accordi di investimenti con i cinesi.

La ragione dell’irrigidimento europeo sono le sanzioni che il governo cinese ha applicato a parlamentari EU dopo che la EU aveva stigmatizzato le usuali violazione dei diritti umani in Cina.

La mozione chiede anche che la EU si coordini con gli Stati Uniti per gestire la Cina, e che gli accordi commerciali con Taiwan non devono “essere ostaggio” della politica cinese.

Se il voto dovesse passare, sarebbe un ulteriore stop ad un accordo che è costato sette anni di lavoro, e volto ad aprire il mercato cinese, e che avrebbe potuto essere firmato tra pochi mesi.

Secondo la mozione – sostenuta dai maggiori raggruppamenti – il Parlamento voterà per sollecitare che “qualsiasi considerazione sull’accordo globale UE-Cina, così come qualsiasi discussione sulla ratifica da parte del Parlamento EU, sono congelati a causa delle sanzioni cinesi in vigore”.

Si chiede inoltre alla Commissione EU di utilizzare il dibattito sull’accordo come strumento per migliorare la protezione dei diritti umani e il sostegno alla società civile in Cina.

Per quanto riguarda il lavoro forzato nello Xinjiang, la mozione del Parlamento ribadirà la sua richiesta che la Commissione finalizzino rapidamente una consulenza commerciale sulla catena di approvvigionamento con una guida per le aziende EU sui rischi di utilizzare il lavoro forzato degli uiguri, fornendo supporti per trovare altre fonti di approvvigionamento.

La Cina ha imposto sanzioni a eurodeputati, nonché alla sottocommissione per i diritti umani, dopo che i 27 paesi dell’UE avevano approvato sanzioni contro i funzionari responsabili della gestione dei campi di internamento nella regione occidentale dello Xinjiang, cinese abitata da una maggioranza musulmana.

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